“Le scoperte più belle sono quelle che non ti aspetti”.
Il nostro approdo a Identità Golose

I discorsi da fare oggi sono un po’ più lunghi del solito. È una giornata speciale e sono davvero molte le emozioni che mi riempiono l’anima di ritorno da Milano, dalla presentazione della Guida di Identità Golose.
Ci sono tappe di un percorso che ad alcuni appaiono scontate, persino dovute: a me sembra invece che ogni parola spesa per raccontare di noi, del nostro lavoro, sia un regalo immenso, di quelli che la vita ti fa quando incontri qualcuno che sa leggerti nel cuore e interpreta la tua storia persino meglio di quanto saresti capace di fare tu.
“Le scoperte più belle sono quelle che non ti aspetti”, ha scritto Carlo Passera nella scheda del nostro ristorante. E io proprio non me l’aspettavo, stamattina, di vedere il mio nome là sopra. E di leggere quelle parole, con la sua firma. E di dover fare anche un po’ di fatica per rendermi conto che dicevano - davvero! - proprio di me, di noi: “Perché fermarsi? Perché a Noto prima non c’era una cucina salata di qualità, ma ora sì”.
È proprio vero, quello che ho sempre pensato e che - nei momenti più difficili - qualcuno è sempre arrivato puntualmente a ricordarmi: chi la mattina si alza con la passione anziché con l’ambizione, chi si sente un artigiano anziché un artista, chi si mette al servizio della bellezza che si può condividere facendo il mestiere più strepitoso del mondo - cucinare per gli altri, nutrirne l’anima e il corpo - alla fine verrà visto, compreso, riconosciuto. E il premio, questo va precisato, non sta nella medaglietta di una pagina in guida: sta, piuttosto, nel sentirsi davvero parte di una comunità di persone che condividono la stessa passione, ma ancor di più riescono a viverla con la stessa autenticità, lontana da certe sovrastrutture e da tanti fronzoli.
Oggi ho avvertito questa appartenenza per la prima volta: l’affinità, vera, con una straordinaria squadra di colleghi, esperti, appassionati, che con entusiasmo vogliono scrivere insieme una parte della storia della cucina italiana contemporanea. Una missione, da cui ci si sente investiti con orgoglio.
Per questo mi piace pensare a questa giornata come a una tappa speciale: la stagione è quasi finita, tra pochi giorni chiuderemo il Ristorante per l’inverno, io ho già in mente moltissime idee su cui mettermi a lavorare, ogni giorno mi viene da pensare che il meglio deve ancora venire, un ciclo si conclude con più soddisfazioni di quanto avrei sperato nei momenti in cui ho fatto le scelte più difficili… ma questo cerchio non si può chiudere senza dire un grazie - e lo so che non basta, ma so anche che loro sanno quanto profondamente io lo senta - alle persone che mi sono state al fianco e hanno sostenuto l’evoluzione di questo percorso e sono pronte a sostenerlo ancora: grazie ai ragazzi della cucina e a Jessica Andolina e Carmelo Iozzia Rossi innanzitutto, i miei pilastri in sala, grazie a Valerio Capriotti, che da consulente mi è diventato amico fraterno e di cui sento il tifo ogni giorno, grazie a Concetta Bonini,la mia vena poetico-narrante. E un grazie che non sarà mai abbastanza a Corrado Assenza, perché ogni giorno continua a ricordarmi che la strada è lunga e non sono ammesse scorciatoie. E allora ci siamo, rimettiamoci in cammino. » Guida identità Golose: Vicari

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