Natura e umanità,
nelle nostre Identità Golose

Frequento Identità Golose da molti anni, ma quest'edizione più che mai mi ha reso consapevole del motivo per cui questo appuntamento è diventato indispensabile per chiunque di noi si senta di essere, più che di fare il cuoco. L'opportunità delle pubbliche relazioni e le chiacchiere con i giornalisti, sì certo, l'occasione di conoscere nuovi produttori, pure, ma prima di tutto un'altra cosa: la cultura.

Il motivo per cui ogni anno torno a casa diverso, con in testa un'altra idea e nel cuore un'altra grinta, non sta in un'ispirazione momentanea, piuttosto che nella voglia di sperimentare una tecnica, ma piuttosto nell'accrescimento di una consapevolezza si colloca oltre la manualità e la creatività, in quella dimensione intellettuale che ci porta a chiederci quali sono le "Identità" - plurali, ovviamente - della cucina italiana oggi, quale dev'essere il nostro rapporto con l'ospite, qual è il nostro compito - tra motivazioni e responsabilità - rispetto a ciò che ci circonda.

E se negli anni passati stavamo più sul punto della lettera, dei sistemi di esecuzione, adesso ci spostiamo sui sistemi di pensiero, su cui anch'io mi sento di stare, in una condivisione che diventa sempre più energica, vitale, essenziale.
Se "La forza della libertà" ne è stato il tema per tutti, quest'edizione è stata anche per me quella della libertà: la libertà di trascurare il pragmatismo rispetto alla forza del sentimento che invece questo lavoro ci provoca, con le sue forti, quotidiane emozioni, di scendere a un livello del pensiero più profondo.

Da Massimo Bottura al "nostro" Corrado Assenza, la cucina ha dimostrato ancora una volta di sapersi far filosofia: di non parlare più solo di se stessa a se stessa, ma di trasformarsi in linguaggio contemporaneo e universale, strumento per interrogarsi sui valori della vita.
La forza della libertà si esprime attraverso le personalissime declinazioni che ha il senso del nostro essere nel mondo e di svolgere un ruolo nella società, anche ponendoci di fronte a temi individuali e collettivi: il recupero, la solidarietà e la sostenibilità, ad esempio, ma anche il confronto tra le "Identità" culturali - plurali, ancora una volta - alla ricerca prima delle radici e poi dello stupefacente coraggio delle contaminazioni.

Tutto riassumibile, in fondo, in due poli: la natura e l'umanità.
E il rispetto con cui, nel nostro lavoro ora più che mai, ci inchiniamo ad entrambe.

24.05.2018

Ho piantato il mio orto
 

19.12.2017

La cena di San Silvestro,
con i nostri desideri per il 2018